
Le Alpi centrali hanno visto nel medioevo l’espansione di una popolazione di ceppo germanico: i Walser. Discendenti da tribù alemanne originarie dell’alto corso del fiume Reno, essi si stabilirono intorno all’anno Mille nell’Alto Vallese.
Di là successivi flussi migratori, a partire dal XII secolo, hanno portato nuclei di questa popolazione a fondare numerose colonie in una larga zona delle Alpi, dalla Savoia all’Austria. Dal Vallese l’espansione si è diretta anche verso sud, valicando la linea di displuvio e creando delle “isole” linguistiche.
Esse sono per la maggior parte concentrate nelle testate delle valli a sud del Monte Rosa: in Piemonte (Ossola inferiore, Valle Anzasca, Valsesia) e in Valle d’Aosta (Valle del Lys).
La lingua dei Walser, nelle sue varianti locali, deriva dal medio alto tedesco antico e si collega alle complesse vicende storiche che hanno interessato questa popolazione alemanna. Nella Valle del Lys la linea di popolamento walser si estese sul territorio dei comuni di Gressoney La Trinité, Gressoney Saint Jean ed Issime; in una parte di questa, tuttavia (il comune di Gaby), finì per prevalere la parlata francoprovenzale.
L’uso della parlata tedesca costituì a lungo l’unico mezzo di comunicazione per buona parte della popolazione.
Ciò potrebbe a fare pensare che le comunità walser fossero sostanzialmente chiuse verso l’esterno. In pratica ciò non è mai avvenuto sia a causa degli indispensabili ed inevitabili contatti con la popolazioni limitrofe, sia a causa dell’emigrazione.
Dalla fine del secolo XV dalle due comunità di Gressoney, a causa della scarsità delle risorse locali, si sviluppò un crescente flusso di emigranti che scelsero i cantoni della Svizzera tedesca e della Germania meridionale per dedicarsi a piccoli commerci itineranti di chincaglierie, mercerie e tessuti. Nello stesso periodo ad Issime si sviluppò un diverso modello migratorio che riguardò soprattutto attività collegate al settore delle costruzioni e che si rivolgeva all’area francoprovenzale ed ai paesi di lingua francese.
Nel corso del tempo la corrente migratoria gressonara oltre ad incrementarsi si perfezionerà fino ad assumere marcati caratteri imprenditoriali che dureranno per oltre due secoli fino ad esaurirsi alla fine dell’Ottocento. Si trattò comunque di un’attività che non mandò in crisi le pratiche tradizionali dell’agricoltura e dell’allevamento che, nelle comunità, continuarono a mantenere un significato economico e culturale molto rilevante fino ad anni recenti. La fortunata pratica commerciale dei mercanti di origine gressonara (krämer) non impedì loro di mantenere un vincolo stabile con le proprie comunità d’origine che si avvantaggiarono per gli ingenti trasferimenti di risorse che si realizzarono nel tempo.
Le popolazioni Walser dell’Alta Valle del Lys possiedono ancora una competenza attiva della lingua minoritaria di origine alemanna, nelle sue varianti Töitschu a Issime e Titsch a Gressoney.
L’idioma walser è il segno distintivo dei Walser e vi sono parecchie testimonianze nel corso dei secoli dell’attaccamento dei walser alla loro lingua. Citiamo la protesta rivolta nel 1567 dagli abitanti di Gressoney al Vescovo di Aosta perché il parroco di Issime non era in grado di capire la loro lingua ed essi durante la confessione erano costretti a servirsi di interpreti. Questa situazione di disagio venne risolta soltanto nel 1660 quando venne creata la Parrocchia di San Giovanni Battista a Gressoney Sain Jean; infatti da quel momento fino alla fine del secolo scorso tutti i parroci di Gressoney furono nativi del paese ed usarono la lingua tedesca sia nella celebrazione della messa che nella confessione e nell’insegnamento del catechismo.
Attualmente le lingue minoritarie sono ancora utilizzate nelle conversazioni, ma il loro uso diventa ogni giorno più limitato. In particolare nelle generazioni più giovani sono pressoché inutilizzate.
Il Töitschu e il Titsch sono praticati solo oralmente, non esiste infatti una tradizione scritta. Solo in tempi recenti si è tentato di codificare anche la forma scritta delle lingue minoritarie, mediante la pubblicazioni di un vocabolario.
Attualmente le lingue minoritarie sono ancora utilizzate nelle conversazioni, ma il loro uso diventa ogni giorno più limitato, in particolare tra le generazioni più giovani.
Diverse sono le cause: i contatti con l’esterno favoriti dai mezzi di telecomunicazione, i matrimoni con persone non appartenenti alla Comunità Walser, l’immigrazione di cittadini che non conoscono la lingua minoritaria.
Nell’intento comune di salvaguardare l’uso delle lingue Walser, i Comuni di Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité, hanno istituito ormai da alcuni anni, grazie ai finanziamenti ai sensi e per gli effetti della legge 15 dicembre 1999, n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, tre sportelli linguistici, uno per ogni comune.
L’obiettivo dello sportello linguistico è la collaborazione con gli uffici della pubblica amministrazione al fine di corrispondere nella lingua minoritaria, di provvedere alla traduzione di atti e documenti destinati alla comunicazione con il pubblico e di favorire la conoscenza della lingua minoritaria nei confronti del cittadino tramite iniziative di varia natura.
“Amare la lingua materna è un dovere, trascurarla è un segno di inferiorità morale” (cit.T. Tomamichel)
Orario dello sportello linguistico:
Lunedì e giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30
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